che fare ?

Qui pubblicheremo le  vostre proposte

38 responses to “che fare ?

  1. edoardo

    bisogna assolutamente fare qualche cosa contro questa informazione asservita e pilotata dal regime Berlusconiano .
    Non se ne può più di notizie taciute, modificate, condizionate e dirette solo a plagiare e ingannare l’opinione pubblica.
    Non ne usciremo mai finchè il popolo sarà telediretto da un informazione distorta e capace di raccontare solo bugie di comodo .
    si deve agire dove serve. far sentire che non si approva quello che giornalmente ci viene propinato da TV e informazione.
    Cominciamo con uno sciopero della spesa riguardante tutti i prodotti che appaiono nelle pubblicità pre e post i TG di Rai 1 , Canale 5 , Italia 1 e Rete 4. e perchè no anche quelli dei contenitori pomeridiani e mattutini delle reti mediaset

    • paolo facchinetti

      Bravo! Io è da una decina di anni che non guardo Mediaset, e da un anno che non guardo Rai 1.
      Inoltre non acquisto più libri editi dalla Mondadori e purtroppo anche da Einaudi ormai nell’orbita berlusconiana. Mi rifiuto di guardare film acquistati da Medusa e quelli che vengono proiettati nei cinema di Berlusconi. Faccio quello che posso per dimostrare il mio disgusto nei suoi confronti.

      • ileana

        Anch’io faccio come te. A volte è una rinuncia che mi costa perchè il libro o il film sono interessanti (ho fatto eccezione con Saviano e con Guccini: ma perchè pubblicano con M?). Nel mio piccolo faccio quello che posso. Ma poi mi scontro con fans del Grande bordello, di Amici, dell’Isola dei Rognosi e mi cadono le braccia.

  2. andrea

    Cari amici,
    la manifestazione è riuscita, dalla coesione dei contenuti alla diversità dei partecipanti, credo che ora il popolo viola sia alla ricerca in qualche modo di una forma, pur nei limiti che questa comporta. La vera forza può essere quella di mantenere alte le coscienze, ed il dialogo,incentivando la partecipazione alla vita civile e democratica a partire delle singole città, ma sempre con il supporto trasversale della rete alle spalle. Nasciamo civili e liberi da compromessi di interesse politico. Sabato chi era a Roma ha visto che non eravamo solo li contro B., ma anche per un paese più moderno, nel quale l’emigrazione non sia l’unica via di speranza. E’ questo è quello per cui ogni giorno resistiamo, studiamo e lavoriamo, ciascuno con il suo impegno. Questo è tanto, non so se abbastanza per cambiare le cose, ma parecchio per procedere con la giusta misura.
    Con i piedi per terra e la testa alta!
    grazie

    • Sono un fermano e appoggio pienamente la manifestazione del 5 dicembre, e condivido ogni idea anti-berlusconiana.
      Ora però mi chiedo cosa ci aspetta. Se è vero che il no-b day è stato un evento senza precedenti, partito dalle periferie e che ha coinvolto moltissime persone, è altrettanto vero che ora NON SI PUO’ permettere che questo movimento si perda nel vuoto.
      Cosa diventerà il popolo viola?
      A mio parere, la cosa più bella di ciò ke accade è il fatto che TUTTE le varie ‘sfaccettature’ della sinistra si sono unite.
      Dalla sete di giustizia, propria dell’idv, all’indignazione per le condizioni dei lavoratori, proprie della vecchia rifondazione comunista, al rispetto per l’ambiente proprio dei ‘verdi’, ai movimenti anti-xenofobi e anti-razzisti, alle adesioni verso i principi della morale cattolica, alla condanna della violenza.
      Insomma, si è riusciti per una volta a convogliare tutti quei sani valori ke a mio parere permetterebbero ad 1 stato di funzionare perfettamente, se ben applicati.
      Spero personalmente ke tutto ciò in futuro non sfoci soltanto nell’ antiberlusconismo, ma mi auguro che si riesca a creare un popolo viola unito presente anche nella politica: perchè il principio di unire la sinistra attuato male (a mio avviso) nell’unione e nel pd, non ha mai davvero portato a risultati soddisfacenti.
      Il fatto che berlusconi governi ancora ne è la dimostrazione, e spero davvero ke dopo l’antiberlusconismo si crei 1 alternativa valida, grazie al popolo viola, all’idea malsana di fondere la politica con gli interessi personali dei politici.
      Continuare ad essere ‘costretti’ a votare idv o pd, pur sapendo ke non ci soddisfano pienamente, ke non sono esattamente ciò ke ci rappresenta, ma votare x non far vincere berlusconi, è a mio avviso un surrogato di democrazia ke nessunodi noi merita di subire.
      Lo so, i principi del popolo viola sono contro la politica e i suoi meccanismi. Ma x cambiare davvero le cose non basterà solo manifestare, xk si rischia di ritrovarci in piazza tra qualke anno a manifestare contro il prossimo politico corrotto.
      Serve 1 alternativa valida x la politica, altrimenti il paese non crescerà mai, e il popolo viola ha an sè tutti i principi necessari per attuare una svolta.
      Certo, neanche a me piace la fame di leadership ke si vede ogni giorno tra i politici, e il rischio ke un domani ci sia un leader del popolo viola ke guarda ai propri interessi c’è tutto.
      Ma giunti a questo punto, a mio avviso il gioco vale la candela.
      Bisognerebbe però far sì ke le idee e il confronto per il ‘patito viola’ avvenga ancora sul web. Perchè il popolo viola sul web è nato e cresciuto. E crescerà. E servirà x rendere libera l’Italia da ogni tentativo di repressione.
      Mi auguro ke x il futuro la politica diventi davvero sana, ke poi il popolo viola unisca idee di sinistra, centro-sinistra e di centro non importa.
      Spero vivamente ke il no b-day sia solo un punto di partenza, ke l’anti-berlusconismo sfoci presto in un’organizzazione per creare alternative valide alla politica attuale, ke le manifestazioni insomma un giorno diventino dibattiti politici per migliorare l’Italia.
      E perchè no, in parlamento.

      • Cristian Tomasello

        Pienamente d’accordo con Daniele. Se l’obiettivo sono le dimissioni di berlusconi allora non servono sit-in o altro. Serve creare un’alternativa politica vera, democratica, tra la gente.

  3. Renzo

    Eravamo in 9 a Roma e in tutto ci siamo portati lì 540 anni. Fate voi i conti. Siamo con voi giovani che vedete la società futura mentre siete governati da gerontocrati che non hanno più futuro.
    Lì in quella piazza e in quel corteo civile ed allegro abbiamo respirato l’aria fresca della giovinezza e il profumo inconfondibile della libertà.
    L’amarezza è stata poi enorme nel vedere come i pricipali telegiornali hanno dato la notizia.
    Se prima potevo avere dei dubbi ora sono certo che l’informazione principale in questo paese è degna di una dittatura, e lo dico con la massima pacatezza.
    Riprendo le parole di Borsellino sul palco dove mi è scesa sul viso qualche lacrima ” Resisteteeeeeee..!!!”

  4. 1 punto estirpare la mafia con scorte numerose di cittadini ad ogni processo edogni sentenza. La mafia non deve piu’ uccidere chi parla.

  5. Anna

    L’idea di Marcuse che è apparsa in un commento sulla pagina http://www.noberlusconiday.org/?p=2557#comments mi pare, oltre che geniale, veramente costruttiva. Tra l’altro a me è già capitato, per ragioni di lavoro, di regalare risme di carta alla cancelleria del Tribunale della mia città perchè non avevano carta per rilasciarmi una copia conforme di un dispositivo del giudice. L’idea di Marcuse è proprio un modo di costruire ponti (non quello di Messina!!) di empatia e di apertura verso chi, comunque, cova un malessere ma non osa ancora esternarlo. E un modo pro-positivo di reagire. Per chi non avesse avuto modo di leggerla trascrivo la proposta di Marcuse
    “CARTA DELLA LIBERTA’ (o CARTA PER LA LIBERTA’)
    Mi pareva potesse essere bello in qualsiasi manifestazione, ma soprattutto in quelle viola, mostrare che non si è solo ‘contro’.
    L’idea era di deporre di fronte alle forze dell’ordine o ai tribunali o alle questure o dove volete delle risme di carta per fotocopie/stampanti a simboleggiare il desiderio di ripristinare la legalità compromessa da chi taglia i fondi alla sicurezza e alla giustizia.
    Le risme potrebbero essere impilate a formare un simbolico “muro della libertà” o, nel caso presente, “ponte della libertà” ecc. ecc.
    Alle risme potrebbe essere attaccato un post-it con scritto “carta della libertà” o “carta per la libertà” o chi più ne ha più ne metta.
    Credo che il valore simbolico sarebbe alto. Anche un po’ il riscontro mediatico.
    Occorrerebbe coordinarsi con il sindacato di polizia o adottare una qualche strategia (bandiera bianca?) per evitare di essere presi per terroristi. Ecc.
    Non elaboro ulteriormente, la vostra sensibilità e fantasia possono fare il resto. Se credete ne valga la pena.”

  6. Lin

    Perché non organizzate voi una giornata chiamata NO B-TAX senza lasciarla al
    sindacato? Sarebbe devastante per Berlusconi trovarsi davanti un movimento
    spontaneo e indipendente che gli ricorda che ha aumentato le tasse anziché
    diminuirle. Sarebbe un colpo a effetto indimenticabile, una protesta fiscale
    del lavoro dipendente, della cultura, dei piccoli imprenditori contro le
    demagogie berlusconiane. Pensateci seriamente.

  7. Dopo quasi un anno di blog e siti web posso dire con orgoglio che quanto ho visto a Roma il 5 Dicembre mi ha riempito il cuore di voglia di combattere.

    Penso che serva una rete nazionale di informazione libera, una rete di blog, o un blog soltanto tipo avorabox, dove diversi autori selezionati possano diffondere informazioni gratuite per servire i cittadini in maniera esemplare.

    I giornali oramai sono asserviti al potere politico, tranne forse un paio di loro di cui uno che i “fatti” li porta nel nome.

    Io in piccolo ho provato a gestire un progetto di giornalismo partecipativo, ma penso che se si riuscisse a realizzare un prodotto con una trentina di autori, ciò potrebbe davvero mettere in crisi il sistema informativo della rete, al momento molto confuso e relegato a fonti diverse e diversificate.

    L’idea è chiaramente “work in progress”

    • giopasche

      Sono d’accordo con te ..

      Ahime’ non so se sia per la mania di protagonismo degli Italiani ma vedo anche su Facebook che ogni giorno si aprono gruppi nuovi tutti piu’ o meno uguali e non capisco per quale motivo non si uniscano le forze per non sprecare energie …
      Non so se sei su Facebook, comunque se si’ ti propongo di proporre la tua idea anche li’ … e anche di partecipare alla nuova iniziativa cui abbiamo dato l’appoggio: il No Mafia Day il 13 Marzo a Reggio Calabria. Vedi post di ieri. Grazie!

  8. Giulio Pica

    Il governo della disinformatia continua ad usare i media del suo padrone come una macchina per aumentare il consenso.
    Per fortuna, grazie a Repubblica , all’Unità ed altri pochi organi di stampa, si vengono a sapere le porcherie che questi signori mettono quotidianamente in cantiere.
    Questa maggioranza che sbandiera a gran voce il proprio “impegno” contro la mafia , ha al suo interno un parlamentare che , a ridosso delle dichiarazioni di Spatuzza a novembre , ha redatto una proposta di legge che sarebbe servita a rendere inutilizzabili le dichiarazioni dei pentiti , mettendo una pietra tombale sugli strumenti processuali di contrasto alla criminalità.
    In questi giorni Maroni, per non perdere la faccia , ha imposto il suo “no” e il ministro ad personam Alfano ha dovuto adeguarsi.
    Ciò non esclude che ci riproveranno.
    Difronte alle fabbriche che chiudono questa maggioranza continua sfacciatamente ad inchiodare il Paese ai problemi personali del presidente del consiglio.
    Italiani , quando vi sveglierete???

  9. rosita

    Potenza, 4 feb. – (Adnkronos) – ”Non sorprende la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale della Basilicata che impedisce l’installazione di impianti nucleari sul proprio territorio. Il Governo viene allo scoperto e conferma la linea ispirata ad un egoistico centralismo”. Lo afferma il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. Il governatore lucano sottolinea che ”rispetto alle leggi di altre Regioni, quella della Basilicata che approva il Piano di Indirizzo Ambientale Regionale prevede che non e’ possibile installare ne’ impianti di produzione elettronucleare, ne’ di stoccaggio di rifiuti nucleari senza la preventiva intesa tra la Regione e il Governo. Questa previsione normativa – fa osservare De Filippo – conferma la valenza del provvedimento sia dal punto di vista della forma sia della sostanza. E’ inconcepibile che il Governo possa ritenere di poter realizzare impianti nucleari senza l’assenso della Regione interessata”.

    ”Il nucleare non e’ materia esclusiva dello Stato – aggiunge – su di essa debbono potersi esprimere le comunita’ e le Regioni. Nel caso della Basilicata, abbiamo sempre opposto all’impostazione del Governo un’altrettanta nitida scelta politica a livello regionale. Ora si apre un conflitto davvero complicato. Noi manterremo la nostra posizione e faremo rispettare a tutti i costi il nostro territorio e le nostre scelte – sottolinea De Filippo – ritenendo che anche la Corte Costituzionale non potra’ non concordare con la nostra previsione di legge. Ad ogni buon conto, mi impegno a vigilare affinche’ nel territorio lucano non venga installato alcun impianto di energia elettronucleare, ne’ alcun deposito di scorie nucleari”.

    La Basilicata e’ stata gia’ coinvolta nella ‘querelle’ del nucleare quando nel 2003 il governo decise di realizzare a Scanzano Jonico il deposito nazionale di scorie nucleari, nelle cave di salgemma di Terzo Cavone. La protesta popolare fece fare dietro marcia al Parlamento durante il passaggio di conversione del decreto in legge.

  10. ottavio cencioni

    Fino a che l’umanità si misura con il ricco e il povero, non c’e bisogno di essere frofeti o grandi statisti per prevedere che le guerre, le carestie di ieri e di oggi, ci saranno anche domani. Cambiano solo le ere, i costumi e le tecnologie ma le storie si ripetono. Prima si ill’udevano i popoli con pane e circo, oggi con circo e il pane?.
    la storia più recente mi ha insegato che per far risorgere questo paese dalle macerie della seconda guerra mondiale è stato il popolo del fare, del guadagno, ossia la cultura milenaria della civilta contadina con gli artigiani e operai, facendone il giardino dell’Europa. Poi dall’ avvento della televisione, sono ricomparsi i furbi aprofittatore distruggendo la cultura del guadagno, sostituendola ancora una volta con quella del profitto, e il risultato e sotto gli occhi anche di chi non voleva vedere e sentire. In questa terza guerra mondiale provocata dall’avidità tra Titani, che di riflesso stanno affamando i popoli del mondo, bisogna che ognuno riparta dal proprio paese, per ripulirlo e bonificarlo sia materialmente che moralmente. la cultura millenaria della civilta contadini era quella che frenava l’ascesa del profitto alla conquista dell’Italia, dell’europa e del mondo, perchè già praticava il libero mercato e il libero scambio nel proprio territorio, dove producevano, conservavano e trasformavano i propri prodotti, rispettando la madre terra e la salute dei cittadini.
    Erano i guardiani del giardino del bene e del male, rispettavano la grande madre terra e temevano solo il creatore, diffondendo l’umanità nel mondo.

  11. ottavio cencioni

    MALA GIUSTIZIA
    In questo paese ormai se non sei un titolato, iscritto a qualche albo o casta non conti nulla.
    Essere un semlice onesto cittadino significa la preda ambita di approfittatori parassiti e delinquenti.
    La lege e uguale per tutti, vero.
    La giustizia è amnistrata in nome del popolo, vero.
    Chi fa le sentenze sono i professionisti, tecnici e i giudici con il potere discrezionale è vero?.
    Che cosa è cambiato da quella famosa sentenza emessa da notabili, sacerdoti del tempio e il giudice che se ne lavavato le mani, crocifiggendo l’uomo più grande del mondo portatore di verità, per l’ umanità, che ancora ad oggi se ne parla.
    Non servono ulteriori giri di cassa per risolvere il problema della giustizia ingiusta per i normali
    cittadini, che poi a pagare e sempre “pantalone”.
    Serve semplicemete, più correttezza e moralità
    di professionisti, tecnici e giudici che non se ne lavano le mani.
    Per tanto serve che il popolo, se è ancora sovrano, si prende la responsabiltà di far cancellare dagli albi se non addirittura abbolire, profesionisti tecnici e giudici scorretti e immorali.
    Un cittadino ignorante scorretto e immorale, può far danno solo a se stesso.
    Un professionista, il tecnico e il giudice scoretto e immorale è devestante per il sistema giudiziario e soprattutto per la libertà e la vita del suo simile.

  12. Al di là delle ideologie e dei partiti di appartenenza il titolo, “che fare”, mi riporta con il pensiero ad una delle più importanti opere politiche che siano state scritte.
    Penso che sia importante definire il “cosa e come fare”, perchè per quanto mi riguarda il “che fare” è molto semplice nel suo contenuto.
    Bisogna con ogni mezzo iniziare (e dico iniziare poichè le manifestazioni sono belle e coreografiche ma hanno ottenuto pochi risultati…o nessun risultato???) una lotta condotta fianco a fianco degli operai, piccoli imprenditori in crisi, lavoratori interinali, ricercatori, etc. che in questo momento stanno soffrendo più di tutti!!!!! Lotta che deve procurare disagio, lotta condotta senza paura, lotta intelligente che crei disagio a loro!!! alla casta politica!!! come??? la storia insegna che i cambiamenti arrivano a fronte di eventi che lasciano il segno…le premesse ci sono per questo cambiamento…ci vuole solo la volontà!!!! ora sta a tutti noi, se vogliamo, intraprendere questa strada…good luck

  13. Seguitemi su questo blog come io seguirò e parteciperò con tutti voi….buona protesta a tutti!!!

    http://inadeguati.blogspot.com/

  14. ottavio cencioni

    Nel mezzzo del cammino della nostra vita…………
    Dall’anno zero ci sono voluti 1946 anni, per una moltitudine di schiavi e sudditi, per poter diventare il popolo Italiano.
    Sono bastati solo sessant’anni, per ritornare ad essere una moltitudine di gente di schiavi e consumatori.
    In questa terza guerra mondiale, provocata dall’avidità del potere per il profitto, col fine il denaro.
    Uno scontro tra titani che di riflesso affamano i popoli del mondo, togliendogli anche la dignità, il rispetto e l’onore.
    Non c’e nula di nuovo sotto il sole.
    L’ atrocità della seconda guerra mondiale aveva forgiato uomini veri, che pur nella loro diversita ideologica avevano scritto regole, per portare il neo popolo ad essere una repubblica fondata sul lavoro e la solidarieta a sovranita popolare che ripudiava la guerra per diventare civile e democratico.
    Quella carta e ancora vergine ed insostituibile.
    Appartengo alla generazione post bellica, figli quasi tutti di orfani e reduci della guerra, nella fase della ricostruzione del paese.
    Cresciuti dalle nonne del rione dove ci insegnavano la verità del Bene e del Male, nel loro dialetto in ,detti e proverbi, che si tramandavano da generazioni ancora prima che fossero scritti nei sacri libri.
    La ,corruzione, di uomini di potere votati al Male, ha portato questo bellissimo mondo ad essere l’inferno.
    Il popolo civile e democratito avrebbe abbolito la ,corruzione, di conseguenza tuti i tipi di mafia.
    La mondializazione doveva portare l’umanizzazione nel mondo e il rispetto della diversità e delle usanze dei popoli, per ricostruire il paradiso perduto.

  15. nessuno

    Apprendo con piacere che il 27 p.v. ci sarà una delegazione dell’Anpi.
    Utilizziamo al massimo, al di là dei media, l’esperienza dei rappresentanti dell’Associazione Partigiana.

  16. gaga

    VIGORELLI a la7

    Ho appreso oggi con orrore che Piero Vigorelli sara’ il nuovo CEO de La7. Questa davvero pessima notizia mi rattrista moltissimo. Consideravo La7 come una delle poche emittenti televisive generaliste che non cantavano la messa di questo regime da operetta messo dov’e’ da un popolo di sconsiderati.
    Vi esorto ad aprire una discussione su questo e sul discorso della liberta’ di opinione all’interno degli spazi di informazione de La7.
    Forse si potrebbe anche lanciare una campagna diretta agli azionisti del gruppo che controlla La7 per esempio inindando di Fax la redazione del Tg La7. Questo per fare in modo che si rendano conto che anche chi la pensa diversamente (e in fondo non siamo in pochi) fa audience (e quindi denaro attraverso la pubblicita’). Insomma in una societa’ veramente “aperta” (nel senso Popperiano del termine) e liberale un editore dovrebbe avere rigurado a non perdere una fetta della sua audience (io ad esempio, e pensommolti altri come me smetterei di guardare il Tg La7 se dovesse cambiare drasticamente la sua “impostazione”) perche’ la sua funzione diventa quella di fare propaganda di regime.
    Cosa ne pensate??

    Un cordiale saluto

    • giopasche

      Gaga: Lo apprendo con orrore da te … In questi giorni di impegno massacrante con la manifestazione, mi sono risparmiata la laettura dei quotidiani e di un mare di notizie deprimenti …

  17. ottavio cencioni

    per sconfigere la cultura delle mafie, bisogna combattere la corruzione, si a tuti i livelli, però si deve incominciare: dal proprio palazzo, quartiere, borgata, paese, e città. Riappropriarsi del proprio territorio, bonificandolo materialmente e moralmente. per combattere la corruzione ci vuole la democrazia e senza illudersi di sconfigerla, perchè fa parte del male. Per avere la democrazia bisogna incominciare con una Giustizia equa per tutti, per tanto bisogna vigilare che non siano più i notabili i sacerdoti del tempio e i Ponzio Pilati a fare le sentenze. Tutto questo lo può fare solo un popolo informato e libero dal dio quatrino

  18. ottavio cencioni

    In questo passaggio di vita terrena ogni essere umano è il protagonista della propria storia.
    Sono della classe del 1951, mi piaceva fare l’artigiano, poi per necesità ho fatto il commerciante e limportatore, pensavo di passare la terza età nel laboratorio.
    Invece all’ età di trent’anni mi sono scontrato con un sistema malavitoso clientelare e corrotto tipo mafioso. Costituito da alcuni impiegati di banca e dello stato supportati da professionisti, tecnici ancora scorreti e Immorali. Frutto della cultura della corruzione della prima Repubblica. Per sopravvivere a questo tipo di mafia nostrana, che di fatto mi ha sequestratoin sieme ai capitali a tuttoggi nella procedura E.I. 47/84 nel Tribunale di Viterbi (Lazio), con azioni giudizali civili e penali. Crescuto in questo contesto dove le ultime mie battaglie sono per il diritto di Esistere. ho sempre creduto e sperato che per riportare il alto la cultura dell’onestà, del rispetto e della moralità sociale, doveva esere una generazione informata lontano dalle diatribe televisive e con le idee chiare per sconfiggere il “Profito”, che ha rilegato la carta costituzionale dopo l’avvento della televisione, vigilare nei Tribunali che non siano più i soliti ignoti ad essere crocefissi. Perchè sono le persone semplici e oneste a portare il benessere materiale e morale per costruire la società civile e democratica. Questa storia a passato la corruzione della prima repubbica, poi della seconda degenerando in questa terza guerra mondiale, uno scontro tra titani che di riflesso affamano i popoli del mondo e non si “capisce” più chi sono i delinquenti: chi affama i polpoli o i polpoli affamati. Però si capisce che c’e manca la mancanza di responsabilità di che è posto e proposto a far rispettare i diritti di tutte le persone oneste per vivere veramente in una società civile e democratica. Ricordandosi che la corruzione fa parte del male originario appartenente all’eterno conflito, che l’umo lo può contenere con il bene.

  19. ottavio cencioni

    non serve avere grandi numeri nelle piazze per suscitare invidie e ritorzioni di “potenti”, ma la qualità di persone che sappiano parlare alla gente comune, ed iformare con la verità della vita. sostenute dal popolo informato che è ovunque e sostiene tali persone. Poichè la verità è una, si tocca, si vede, si sente, a colore e sapore, mentre l’altra faccia viene raccontata e detta. Istruire la gente semplice e onesta per la prossima fatale domanda: chi volete liberare Gesù o Barabba. E ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. questa crisi mondiale potrebbe essere un’opportunità per il riscatto dell’umanità.

  20. Pingback: Grenouilles à la Reichstag, nouvelle recette « BerlinRomExpress

  21. Teresa

    Che fare? Bella domanda. Certamente non starcene con le mani in mano, come si dice.
    In questi ultimi mesi, come non mai, mi sto rendendo conto che la rassegnazione, lo sconforto, l’apatia, il menefreghismo, il torpore, l’assuefazione, si sono impadroniti di tanta, troppa gente.
    Dobbiamo risvegliarci!!
    E allora perchè non dare la sveglia?
    La mia idea è (non ridete): nelle varie manifestazioni di sabato prossimo ci muniamo tutti di una sveglia, tutte sincronizzate, e a un dato orario farle squillare?

    • giopasche

      Teresa: ormai e’ tardi per avvertire tutti e organizzare ma terremo l’idea in considerazione per prossime iniziative. Bella idea!

  22. Piero

    Salve a tutti, credo che sia Controproducente far credere al Popolo che il movimento sia orientato unicamente all’annientamento della figura di Berlusconi…E’ un bene non ripercorrere l’errore dei Partiti…Credo che il movimento debba servire per Regalare attraverso la propria protesta dei Messaggi importanti evidenzianti il principio di legalità che oggi vediamo calpestato. Perciò dal mio punto di vista è importante reprimere determinati Slogan che portano a categorizzare un’ottima iniziativa in un qualcosa filo-pilotato…

    Imparando a conoscere tutte le tipologie di Italiani credo che sia più semplice farsi “accettare” e ricevere Fiducia!

  23. Pol

    Penso che sarebbe importante coinvolgere, per sabato, i docenti di scuole superiori e università, invitandoli a discutere delle ragioni della manifestazione con gli studenti.
    Indicare loro un articolo tratto da ‘il fatto quotidiano’ con una firma il più neutrale possibile (ad esempio, sul numero di oggi c’è un articolo di Mario Segni, ‘senza regole la democrazia muore’) ed invitando a discuterne a lezione.

    A me arriva il giornale su carta, ma non ho modi di passarlo allo scanner. A chi possiamo chiedere per una versioen txt dell’articolo, per impaginarlo?

    Possiamo creare un posto sul sito dove discutere gli argomenti e preparare un foglio da distribuire?

  24. Myriam

    in che modo posso esservi d’aiuto? Io sono a Roma. Fatemi sapere! Ci tengo a darvi una mano.

  25. Alessandro Calabrese

    Organizziamoci per circondare OGNI GIORNO la sede di una istituzione da difendere. Occupiamo le sedi RAI, i Tribunali, le sedi dei giornali, ogni giorno con un girotondo. Dobbiamo fare sentire a loro che li vogliamo difendere e al potere che non ce la possono fare a distruggere la Costituzione. Serve un sacrificio: facciamo a turno, ma mobilitiamoci fisicamente. Altrimenti ci ritroveremo senza neanche accorgercene in un paese senza libertà. Appena avranno approvato il bavaglio sulle intercettazioni, nessuno sarà più in grado di smascherare le malefatte della casta e dei suoi complici mafiosi.

  26. In vista dell’annunciata visita ispettiva presso la Procura della Repubblica di Trani, sarebbe d’uopo organizzarvi un presidio simpatico e democratico di accoglienza degli “ispettori”, per una difesa sul campo del potere giudiziario, l’unico che ancora in parte sfugge al controllo di chi tiene saldamente in pugno il potere legislativo, quello esecutivo, il quarto (la stampa) e il quinto (la TV).
    Resistere, resistere, resistere!

  27. Salve,
    credo che ormai tutti noi ci siamo scocciati di questa situazione che si protrae in Italia da quasi una generazione. Purtroppo l’unico modo per far capire a questa gente che il popolo non ci stà più è mettergli le mani in tasca.
    Per questo motivo ho aperto un gruppo su facebook: “Boicotta Mediaset durante San Remo”.
    Bisogna fargli capire che o mettono giudizio ed iniziano a governare seriamente come vorrebbero le persone che li hanno votati (e che Loro hanno tradito) oppure verranno colpiti nel portafogli (a meno ché non rispolvano i loro conflitti di interesse).
    Grazie

  28. roberto

    Berlusconi sta preparando una manifestazione contro i giudici.
    Non sarebbe forse il caso di mobilitarci con una contromanifestazione?

    Roberto Donatini – Milano

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